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Le regole del Bon Ton

Grazie, il bon ton del ringraziamento

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Oggi è il giorno del Ringraziamento, il giorno in cui la parola grazie dovrebbe essere protagonista, non solo per gli americani ma per ognuno di noi. Una parola semplice che racchiude in se gentilezza e riconoscenza, virtù fin troppo bistrattate oggi che dovremmo portare alla ribalta e che rappresentano la base indiscussa del galateo e delle buone maniere. Essere grati per ciò che si ha o ciò che si riceve migliora le nostre vite e quelle altrui seminando il germe della cortesia e rendendoci più inclini a fare e ricevere il bene.

 

Bon ton del ringraziamento: perché rendere grazie

Quando si riceve un atto di cortesia in cambio si “ringrazia” ovvero si augura all’interlocutore un ritorno di grazia, in altre parole un’attenzione ed una benevolenza divina che renda merito del bene ricevuto. La grazia intesa non è solo quella divina in senso cristiano ma anche, in modo più esteso, uno status di positività che contribuisce al benessere interiore.

 

Bon ton del ringraziamento: quando ringraziare

Affinché non perda di significato, però, è bene utilizzare la parola grazie con criterio, abbondando nell’uso ma non esagerando, onde evitare il rischio di trasformala in un’espressione manieristica e non più in un atto di cortesia verso gli altri e verso ciò che ci circonda.

Secondo la regola di base si dovrebbe ringraziare chi compie un gesto spontaneo che va oltre il suo dovere. In realtà, a patto come detto di non esagerare, un grazie in più sarà sempre gradito a chi ci sta vicino e dunque nel dubbio è sempre preferibile ringraziare l’altro per un gesto o una parola piuttosto che il contrario.

Dunque è bene ringraziare quando si riceve un complimento, un atto di gentilezza, un atto di cortesia formale (come ad esempio un telegramma), un beneficio, dei fiori o un omaggio in genere.

 

Bon ton del ringraziamento: come rendere grazie

In relazione alla formalità e al contesto si sceglierà il modo più opportuno per offrire i nostri ringraziamenti. Nel caso più semplice si ringrazierà verbalmente l’interlocutore subito in risposta al beneficio ricevuto. Qualora ciò non fosse possibile si provvederà ad effettuare una telefonata o nelle situazioni più formali ad inviare un biglietto di ringraziamento scritto di propria mano o stampato, a seconda dei casi.

Anche la forma più corretta da utilizzare va scelta in base alla formalità del contesto e al mezzo comunicativo utilizzato (scritto o verbale). Generalmente la parola “grazie”, secondo il Galateo, non necessita l’uso di rafforzativi come ad esempio “grazie infinite“, “grazie di cuore” o “grazie mille“, espressioni che potranno essere usate solo in contesti informali. In circostanze in cui è richiesta una maggiore etichetta, invece, si potranno utilizzare delle formule più impostate come ad esempio “le porgo i miei ringraziamenti“.

Blogger, Wedding Planner e Mamma

2 Comments

  1. Pingback: Il Galateo del Natale, per feste a prova di bon ton - Le Regole di V

  2. Dell

    16 maggio 2017 at 6:55

    That’s an inventive answer to an innesertitg question

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