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Le regole della Casa

Etichette per vestiti, la mia recensione negativa!

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Poco prima dell’inizio della scuola mi sono adoperata per realizzare etichette per vestiti da applicare in tutti gli indumenti che mi sarebbero serviti per la mia bimba. Così, certa di avere la soluzione in mano, ho ordinato su internet la cartuccia in tessuto TZe-FA3 per la mia insostituibile Brother P-Touch H100R.

Ho questa etichettatrice da oltre un anno e la utilizzo davvero per tantissime cose dunque, con lei al mio fianco, pensavo che non avrei avuto bisogno di nient’altro, visto che riesce anche a stampare su apposite cartucce in tessuto termoadesivo. La realtà, invece è stata ben diversa.

Dopo aver accuratamente lavato e stirato gli abiti che mi sarebbero serviti per il primo anno di scuola materna della mia bimba ho provveduto ad applicare le etichette e qui già ho avuto i primi disagi.

Intanto ci sono indicazioni di utilizzo né sulla confezione né su internet per cui procedendo a tentativi mi sono accorta che una volta adagiata la striscia sul tessuto era necessario pressare con il ferro da stiro senza muoverlo per evitare di ritrovarsi con indesiderate sbavature o striature di colore.

Data la dimensione delle strisce, e ne mio caso anche degli indumenti, non è stato sempre semplicissimo tenere ferma l’etichetta e posizionarla nel modo corretto senza muovere il ferro ed evitando ustioni certamente non piacevoli. Con un po’ di pazienza e qualche tentativo non perfettamente riuscita, però, alla fine ho applicato tutte le etichette in modo abbastanza soddisfacente.

Per l’applicazione il mio consiglio è, dove possibile, appiattire il più possibile la parte interessata, appoggiarsi sopra ad una superficie piatta e rigida (come l’asse da stiro) ed utilizzare un panno in cotone da interporre tra il ferro e l’etichetta per poter fare una buona pressione sul tessuto senza rovinare nulla e poi poter muovere il ferro da stiro in più direzioni senza rischiare di danneggiare l’etichetta.

Fin qui alla fine non potrei lamentarmi più di tanto. La mia delusione, profonda delusione, è però applicata poco dopo. Già dal primo lavaggio successivo all’applicazione molte etichette hanno cominciato a dare segni poco rassicuranti (come si può vedere dalla foto) ed alcune si sono pure staccate completamente.

Voglio precisare che, soprattutto per i capi della mia bimba, utilizzo sempre un ciclo breve della durata di 15 minuti che equivale ad una sorta di lavaggio a mano e viene effettuato ad una temperatura di 30°. Detto questo, la spiacevole esperienza con queste etichette non può, dunque, essere attribuita né ad un errore di lavaggio né tanto meno ad una errata applicazione delle etichette per vestiti visto che i suddetti problemi si sono verificati anche su quelle ma, a mio parere, alla scarsa qualità del nastro.

Oggi a poco più di un mese e mezzo mi ritrovo con pochissime etichette per vestiti ancora ben salde al loro posto e con, quindi, tutto il lavoro da rifare. E pensare che ho acquistato la cartuccia originale raccomandata da Brother proprio per essere certa del risultato finale.

Se tutto ciò ancora non bastasse ai primi utilizzi ho notato che la mia bimba aveva tracce di colore sulla pelle, cosa che mi ha infastidito non poco a maggior ragione visto che si trattava della pelle delicata di una bambina.

Dopo la mia esperienza, seppur continui a ritenere la Brother P-Touch H100R una validissima etichettatrice se utilizzata con le cartucce classiche, non posso che sconsigliarvi l’utilizzo di queste etichette per vestiti. In attesa di una valida alternativa mi sa che tornerò al buon vecchio metodo tradizionale: il ricamo, con quello, di certo, non si sbaglia mai!

E voi avete mai provato queste o altre etichette per vestiti? Come vi siete trovati? Fatemi sapere!

Blogger, Wedding Planner e Mamma

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