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Galateo a tavola, piccoli consigli per la quotidianità

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Il galateo non va rispettato solo nelle grandi occasioni ma anche nella vita di tutti i giorni, soprattutto quando si mangia. Ecco, in tal senso, pochi semplici accorgimenti del galateo a tavola che renderanno più piacevole lo stare insieme e ci faranno apparire più educati ed attenti all’uso delle buone maniere anche nella quotidianità.

A tavola tutti insieme. Il pasto è un momento di convivialità quindi ci si siede tutti insieme, ci si alza tutti insieme, si mangia tutti insieme. Si comincia a mangiare quando tutti i commensali sono seduti e saranno i padroni di casa a dare inizio ufficialmente al pasto prendendo le posate e volgendo uno sguardo ai presenti. L’unica eccezione vale per i bambini che, soprattutto se molto piccoli, solo dopo aver chiesto il permesso, potranno cominciare seguire tempi diversi per la consumazione delle portate e potranno alzarsi prima una volta terminato, senza però per questo disturbare chi ancora rimane seduto a tavola.

Al bando la tecnologia. Tablet, smartphone, telefoni e televisori vanno banditi quando si è a tavola. Ci saranno certamente altri momenti per dedicarsi a questi oggetti. Quando si è intenti a pranzare o a cenare si deve godere pienamente della compagnia dei commensali senza inutili distrazioni conversando di tematiche leggere e piacevoli adatte al tipo di persone con cui si è seduti e alla loro età.

Non si dice “buon appetito”. Talvolta si crede di essere cortesi ed educati compiendo una determinata azione mentre in realtà si fa proprio il contrario. Secondo il galateo a tavola iniziare il pasto dicendo “buon appetito” non è appropriato poiché con questa espressione si augura ai commensali di avere più appetito del dovuto. Meno errato augurare “Buon pranzo” o “Buona cena” poiché in quel caso non si fa diretto riferimento al cibo bensì si augura ai presenti di trascorrere un momento lieto. In ogni caso a scanso di equivoci meglio evitare frasi fatte ed elargire ai commensali un bel sorriso.

Mai fare rumore. Né con le posate, né con i bicchieri, né tanto meno masticando secondo il galateo a tavola è consentito fare rumore quando si mangia. Le stoviglie andranno maneggiate con cura e con molta dolcezza proprio per evitare suoni inappropriati durante il pasto. Un piccolo accorgimento da parte dei padroni di casa potrebbe essere quello di posizionare sulla tavola, prima di stendere la tovaglia, gli appositi tappetini antiurto che non solo proteggono il piano d’appoggio ma attutiscono anche eventuali rumori da contatto. Sembra banale ricordare, poi, come siano assolutamente da evitare ogni tipo di rumore legato al consumo dei cibi durante la masticazione e la deglutizione, i quali sono da intendersi come gravi segni di ineducazione. Non si fa rumore, sbattendo tra loro i bicchieri, nemmeno durante i brindisi poiché questi si fanno soltanto sollevando i calici e guardando i commensali negli occhi mentre si fa loro un cenno amichevole.

Rispettare i gusti altrui. Se si pranza o si cena con altre persone non è il caso di puntualizzare se ogni singolo sapore rispecchia o meno i nostri gusti o informarsi su come è stata preparata una pietanza per fornire poi la nostra personale e collaudatissima ricetta. Ogni persona ha i suoi gusti ed ogni casa ha i suoi equilibri, dunque si accetteranno senza troppe storie, facendo buon viso a cattivo gioco, piatti per noi troppo sciapi o, al contrario, salati, preparazioni diverse da quelle cui siamo abituati normalmente o piatti particolari. Secondo il galateo a tavola soltanto in caso di speciali necessità legate alla salute si potranno fare notare, con tatto e discrezione, le proprie esigenze.

Si assaggia tutto. Ci sono due linee di pensiero: assaggiare tutto anche se un cibo non è di nostro gradimento o dichiarare apertamente i propri gusti prima di essere serviti evitando inutili sprechi di cibo. A meno di particolari casi, come detto sopra, per me, e per il galateo di base, vale sempre la prima regola: anche se una pietanza non è di proprio gusto, se questa viene portata in tavola già porzionata, si accetta il piatto e si assaggia il contenuto, lasciando con discrezione la rimanenza nel piatto, facendo in modo che sia il meno possibile. In caso di domande, che comunque il padrone di casa o chi per lui non dovrebbe mai fare, si potrà rispondere che si è già sazi. Nel caso in cui, invece, una pietanza viene portata in tavola per poi servirsi da sé, se ne prenderà una dose minima solo per assaggiarla senza lasciare inutili sprechi nel piatto. Assaggiare è comunque un atto doveroso verso chi ha cucinato ed ha impiegato del tempo per preparare qualcosa per noi, mangiarne anche una minima porzione è il minimo che possiamo fare per onorare il lavoro fatto.

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