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Le regole della Casa

Plasmon toglie l’olio di palma dai biscotti: ascolta le mamme o il mercato?

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Plasmon in questi giorni sta facendo un gran parlare di se grazie alla campagna #tiabbiamoascoltato, una campagna virale che mostra come il brand ascoltando la richiesta delle mamme ha tolto l’olio di palma dai suoi celebri biscotti e non solo. Ora mi chiedo io, e quindi? Sarebbe un miracolo o cosa? 

Io, pur essendo cresciuta come tanti della mia generazione, a acqua e Plasmon (biscotti, pappe, pappine, omogenizzati e chi più ne ha più ne metta) non ho acquistato mai nulla di questa marca per mia figlia. Perchè, vi chiederete. Perchè non rispetta nessuno degli standard che ho scelto di seguire per l’alimentazione di mia figlia.

Forse sarò polemica ma gli alimenti per l’infanzia sono la cosa meno adatta che ci sia per i bambini. Zuccheri a gogo, sale e inutili aggiunte che abituano il gusto dei bambini non ai naturali sapori ma li rendono schiavi di un mercato che vuole fargli consumare cibi pronti e merendine sin dalla più tenera età.

Sia chiaro il problema non è Plasmon ma tutta l’industria dedicata all’alimentazione infantile. I primi mesi ho passato ore a guardare tutte le liste ingredienti dei diversi prodotti in vendita. Tanti prodotti sono assolutamente inutili ed inventati solo per creare un mercato. Mia figlia ha sempre fatto merenda con la frutta fresca o con yogurt naturale. Una volta cresciuta un po’ con qualche galletta o al massimo qualche biscottino. Mi dite voi cosa se ne fa un neonato di una merenda pronta al cacao, di pappette varie a base di biscotto e cremine o di succhi di frutta pieni zeppi di zucchero?

Poche, pochissime marche hanno rispettato i miei standard: cibo possibilmente biologico, farine non raffinate, senza sale aggiunto, senza zucchero aggiunto, senza olii strani. Tra queste posso dire con serenità di aver usato Hipp, Dr. Ingelmann, Coop e AlceNero. A quest’ultima per me va poi un plauso speciale.

Faccio una premessa. Io ho scelto di allattare mia figlia in modo esclusivo fino ai 6 mesi ed in modo complementare all’introduzione di alimenti solidi dopo quindi il problema dei biscotti nel latte non si è mai posto. E non si sarebbe posto comunque. Perchè quei biscotti sono inutili calorie vuote aggiunte ad un pasto già sbilanciato per un neonato visto che il latte in polvere è già meno digeribile del materno. Comunque, per me i biscotti sono stati un alimento extra da offrire, con moderazione, a mia figlia come rompi digiuno, ne più ne meno come un pezzo di pane o una galletta. Cercavo comunque un biscotto che fosse solubile in modo da poterlo dare in tranquillità a mia figlia evitando lo spauracchio del soffocamento. Così cercando un valido prodotto sul mercato ho trovato i Biscotti di Farro Alce Nero.

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Una lista ingredienti semplice e trasparente fatta di: farina di farro*(58 %), succo concentrato di mela*, olio extravergine di oliva*, olio di semi di girasole*, sciroppo di riso*, farina di frumento diastasata*, amido di frumento*, latte fresco pastorizzato*, estratto di malto d’orzo*, agenti lievitanti (carbonati di ammonio, carbonati di sodio), vitamina B1. *Biologico.

Come si può ben vedere in questi biscotti, a mio parere buonissimi, non c’è zucchero, non ci sono uova, ci sono farine integrali biologiche e non c’è traccia di olii strani. Sono sul mercato da due anni e l’unico difetto che hanno è legato al fatto che reperirli nei classici supermercati è un po’ difficile. Io li trovavo solo nel reparto bio (per adulti e non nella zona bimbi) dell’Auchan oppure su internet. Adesso magari la cosa sarà migliorata. Ma questi, al di là del discorso relativo all’olio di palma, sono gli unici che ho scelto di dare a mia figlia. E’ vero magari costano un po’ più di altri, al pari di un classico pacco di biscotti da adulti, ma se pensate che non serve usarne quintali ma basta darne qualcuno ogni tanto da sgranocchiare ai bambini capirete subito che non si rischia di andare in rovina acquistandoli. Se poi volete proprio mettere qualcosa in aggiunta al latte nel biberon usate delle farine (riso, mais tapioca o simili) darete consistenza al latte senza aggiungere inutili zuccheri. Fidatevi conosco bimbi meravigliosi cresciuti così!

Alla luce di tutto ciò, allora, forse Plasmon non ha ascoltato le mamme ma ha ascoltato un mercato che sta cambiando e che rischiava di far perdere a questo storico marchio una grossa fetta di guadagno giusto perchè in questo momento va tanto di moda la lotta all’olio di palma. E gli zuccheri? E tutto il resto?

Mi dispiace ma questa per me è solo un’operazione di marketing, non una forma di attenzione al consumatore. Io anche senza olio di palma non comprerò quei biscotti per mia figlia, preferisco leggere bene tutti gli ingredienti e non soffermarmi solo su quello che va di moda adesso.

Che sia chiaro la mia non è una crociata contro nessuno, men che meno contro Plasmon che almeno qualche passo l’ha fatto, ma io io prosciutti davanti agli occhi non li voglio.

Blogger, Wedding Planner e Mamma

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