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Le regole del Bon Ton

Galateo del matrimonio: la cerimonia religiosa

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La scelta di celebrare il matrimonio religioso ha delle profonde valenze prevalentmente morali e spirituali. Per tale motivo prima di compiere l’importante passo è necessario frequentare un corso che prepari al ricevimento del sacramento nuziale.

Cerimonia religiosa: il corso prematrimoniale

Il corso si tiene presso gli uffici parrocchiali e di solito prevede la partecipazione di altre coppie.
Richiede un impegno di uno o due incontri serali per tre/quattro settimane e si tiene almeno tre mesi prima della data fissata per le nozze.

Pur affrontando sempre i medesimi argomenti (gli aspetti etici, religiosi, psicologici ed educativi della vita di una coppia) è organizzato in modo differente da diocesi a diocesi.

Alla fine del corso, il sacerdote rilascia il certificato di frequenza, oltre a esprimere la sua opinione sulla preparazione spirituale individuale e sulla maturità della coppia in procinto di affrontare la vita a due.

Il corso prematrimoniale di preparazione al sacramento dura circa due mesi, e consta di una decina di incontri tra coppie in procinto di sposarsi e il sacerdote della parrocchia scelta, con spesso interventi di educatori e di altre coppie della comunità già sposate. Oggi tali corsi tendono a non essere di carattere tecnico, fatti di ricette o istruzioni per l’uso, ma incentrati sul cercare di capire il significato del matrimonio, sul fare un cammino di coppia e di gruppo ponendosi domande che spesso non si ha il tempo di porsi, ad esempio sul senso della vita di una nuova famiglia.

Per molti il corso di preparazione al matrimonio è l’occasione per riallacciare un rapporto che si è interrotto dopo il catechismo giovanile, magari per gli impegni di studio o di lavoro: il corso prematrimoniale si trova quindi spesso a dover dare non solo il senso del matrimonio ma il senso dell’intera vita di fede, ad affrontare un catechismo adulto, diverso da quello lasciato da bambini nella preparazione della Comunione. Tante coppie, inizialmente avvicinatesi al corso di preparazione al matrimonio con diffidenza, talvolta pronte solo a pagare il pedaggio di questi incontri che si è “obbligati a fare”, oltre ai tanti altri impegni da sbrigare per preparare il matrimonio, si sono trovate a mutare atteggiamento a seguito di questi interventi che permettono di affrontare il matrimonio e l’altra persona in maniera più profonda.

Al corso prematrimoniale segue poi il giuramento di matrimonio.

Cerimonia religiosa: la burocrazia

La pratica matrimoniale inizia con la scelta della parrocchia presso la quale si seguirà il corso prematrimoniale, si farà il giuramento e verranno affisse le pubblicazioni religiose. Tale parrocchia potrà essere quella di lei, quella di lui o quella legata alla residenza dove i novelli sposi andranno ad abitare. Anche se poi ci si sposerà altrove, sarà il parroco di una di queste chiese a fare le pratiche.

Per il giuramento davanti al sacerdote, novanta giorni circa dalla data del matrimonio, i futuri sposi prenderanno appuntamento con il sacerdote per la pratica matrimoniale e dovranno essere in possesso dei seguenti certificati in carta libera:
– certificato di battesimo ad uso matrimonio da richiedere nella parrocchia dove si è stati battezzati;
– certificato di cresima da richiedere nella parrocchia dove si è stati cresimati;
– certificato contestuale ad uso matrimonio da richiedere in circoscrizione.

Cerimonia religiosa: il rito

Preparazione del rito del matrimonio
La celebrazione del matrimonio con rito cattolico deve essere preparata con cura, a partire dal libretto, dalle letture, alla musica da suonare in chiesa.
Il matrimonio concordatario produce anche effetti civili. Infatti, al termine della cerimonia religiosa, il sacerdote officiante dà lettura degli Articoli 143, 144 e 147 del Codice Civile in tema di diritti e doveri dei coniugi, gli stessi che vengono pronunciati nel rito del matrimonio civile dall’Ufficiale di Stato. Il matrimonio viene quindi trascritto nei Registri dello Stato Civile.
Da questo momento in poi la famiglia, per quanto riguarda i diritti e i doveri dei coniugi e i loro rapporti con i figli, è sottoposta e regolamentata dalla legge dello Stato italiano, esattamente come quella delle coppie unite in matrimonio con rito civile.
Il matrimonio cattolico si basa però sulla indissolubilità dello stesso: questo sacramento poggia infatti sul patto coniugale, ossia sul consenso irrevocabile con il quale i due sposi liberamente e scambievolmente si donano e si ricevono. Questa unione tutta particolare dell’uomo e della donna esige, e il bene dei figli richiede, la piena fedeltà dei coniugi come pure l’unità indissolubile del vincolo. Mediante questo sacramento così i coniugi cattolici si impegnano a nutrire e sviluppare il loro vincolo di comunione nell’uguaglianza della dignità, nella mutua dedizione, nell’amore indiviso; cosicché associando le realtà divine e quelle umane, tra vicende favorevoli o contrarie, rimangano fedeli nel corpo e nello spirito ed escludano del tutto ogni adulterio e divorzio.

E’ importante indicare al sacerdote che celebra il matrimonio, con qualche giorno di anticipo rispetto alla data delle nozze così da permettergli di preparare la documentazione necessaria, se si intende optare per la comunione o separazione dei beni. Tale scelta, se fatta successivamente alle nozze, va fatta davanti ad un notaio, con i relativi costi.
I momenti importanti del rito religioso sono quattro:

  •  il rinnovo delle promesse battesimali, quando il sacerdote rivolge agli sposi alcune domande che riprendono quelle già poste al battesimo, alla comunione e alla cresima;
  • la liturgia del matrimonio, in cui il sacerdote chiede il consenso agli sposi e questi recitano la frase di rito ‘Io prendo te come mia sposa…’;
  • la benedizione e la consegna degli anelli: il sacerdote benedice le fedi e gli sposi se le scambiano pronunciando la frase ‘ricevi questo anello…’;
  • infine, la benedizione degli sposi, ultimo atto del rito, avviene quando il sacerdote intona una preghiera per la nuova famiglia appena consacrata.

Lo scambio degli anelli avviene secondo un rito preciso: la sposa appoggia il bouquet sull’inginocchiatoio e sfila il guanto. Lo sposo infila per primo la fede all’anulare sinistro della sposa, poi tocca a lei compiere lo stesso gesto.
Una cosa che deve essere assolutamente vietata agli invitati è l’applauso durante lo scambio degli anelli, per non sminuire la sacralità del luogo e della situazione.

Cerimonia religiosa: il galateo del matrimonio

Giunto il fatidico giorno gli sposi devono arrivare puntuali, come del resto gli invitati.
Anzi, meglio se lo sposo arriva con un certo anticipo, fermandosi sul sagrato ed entrando in chiesa solo qualche minuto prima dell’ora prevista, accompagnato dalla madre. Con lui entrano i testimoni.
Anche i paggetti e le damigelle arrivano in anticipo e aspettano la sposa sul sagrato.
Nessun invitato deve entrare in chiesa dopo la sposa.
La sposa può arrivare qualche minuto dopo l’ora stabilita per essere sicura che tutti siano già entrati in Chiesa, ma il ritardo non deve mai superare i dieci minuti.
L’ordine di ingresso in chiesa è legato a principi ben stabiliti.
Lo sposo attende la sposa sul sagrato insieme ai parenti più stretti delle due famiglie.
Quando la sposa arriva, la aiuta a scendere dall’auto, le bacia la mano e le porge il bouquet. A questo punto le persone si dispongono secondo una sequenza precisa.
I paggetti aprono il corteo, portando il cuscino con gli anelli.
Segue la sposa, al braccio sinistro del padre e subito dopo le damigelle, che sostengono lo strascico.
Quindi lo sposo, con la madre al braccio destro.
Dietro di loro, camminano insieme la madre della sposa, a destra, e il padre dello sposo, a sinistra.
Chiudono il corteo, nell’ordine: i testimoni a coppie, i fratelli e le sorelle, gli zii e le zie, i cugini e gli amici intimi.
Nei matrimoni formali o solenni si può formare un corteo nuziale con tutti gli invitati più importanti.
In alternativa lo sposo può attendere la sposa direttamente all’altare.
In questo caso, arriva in chiesa con un certo anticipo, entrando insieme alla madre cui offre il braccio destro.
Subito dopo entrano i testimoni (quelli dello sposo a destra dell’altare, gli altri a sinistra) e di seguito la madre della sposa, accompagnata da un parente maschio.
Paggetti e damigelle invece attendono la sposa per formare il corteo d’ingresso.
Quando la sposa arriva in auto, il padre la aiuta a scendere, quindi la conduce all’altare offrendole il braccio sinistro.
Giunti all’altare, il padre affida idealmente la figlia al futuro genero, poi si allontana e va a sedersi in prima fila.
L’arrivo in chiesa della sposa avviene a bordo dell’auto che poi condurrà gli sposi per il resto della giornata. Nel primo percorso, quello da casa alla chiesa, prendo posto in auto, oltre all’autista, sull’auto prendono posto, sul sedile posteriore, la sposa, a destra, e il padre, ma se l’auto è a due posti, il padre potrà precedere la figlia su un’altra vettura e attenderla fuori dal luogo del ricevimento o, meglio ancora, all’uscita di scena degli sposi, alla fine della festa.
Sul lunotto dovrebbe essere sistemata una composizione che richiami quella del luogo della cerimonia e il bouquet della sposa.
Una volta finita la cerimonia, il corteo al seguito dell’auto della sposa è ammesso, purché sia ordinato e rispettoso delle regole della viabilità; assolutamente proibito il coro di clacson.
In questo secondo tragitto lo sposo, se vuole, può prendere la guida per portare la moglie al luogo del ricevimento.
Infine l’auto è necessaria quando la coppia si allontana dal luogo della festa: salutando ancora una volta gli invitati sale sull’auto, che deve restare a disposizione fino a questo momento, per raggiungere la nuova casa o direttamente l’aeroporto.
Nei piccoli paesi l’arrivo al luogo della cerimonia è possibile a piedi, in corteo, capeggiato dalla sposa accompagnata dal padre.
La scelta dell’automobile che accompagnerà gli sposi è importante e per nulla facile.
Il modello dell’auto va scelto adeguandosi allo stile e alla forma che si è data a tutta la festa di nozze.
Se il vestito da sposa è liscio, semplice e poco vaporoso si potrà anche scegliere un’auto con l’abitacolo di piccole dimensioni; se, invece, il vestito da sposa è vaporoso e con un lungo strascico, è consigliabile optare per un modello di automobile ampio e comodo, con grandi sedili, per evitare di soffocare nell’abitacolo e di entrare in chiesa con l’abito stropicciato.
Se si vogliono adottare composizioni floreali è meglio considerare che nella stagione estiva alcuni fiori possono causere odori troppo pesanti.
Per evitare note stonate, ad occuparsi degli addobbi deve essere la stessa persona che si è incaricata di adornare la chiesa.

Come per tutta l’organizzazione del matrimonio, anche la scelta dell’auto va fatta seguendo precise regole di stile e di bon ton.
Ovviamente al giorno d’oggi alcune di queste formalità non sono più d’obbligo e il rispetto del galateo non è così rigido, lasciando quindi spazio alla fantasia e anche alla stravaganza di alcune coppie di sposi.

Ecco come il galateo del matrimonio si pronuncia sull’automobile degli sposi:

  • Il costo dell’auto è a carico della famiglia della sposa;
  • E’ di cattivo gusto scegliere un’automobile molto grande se la casa della sposa o il luogo della cerimonia si trovano in una strada stretta o molto trafficata;
  • Un’auto a due posti è permessa solo dopo la cerimonia: per il tragitto dalla casa della sposa al luogo della cerimonia il galateo richiede di adottare sempre un’auto classica;
  • E’ vietato esagerare con addobbi esterni facendo sembrare l’auto un enorme pacco regalo. E’ lecito il classico ed elegante nastro bianco;
  • I fiori andranno posizionati sul pianale tra lo schienale posteriore e il lunotto;
  • La sposa siederà sul sedile posteriore a destra, mentre il padre sarà accanto a lei, a sinistra;
  • L’auto sarà guidata da un autista, estraneo alla coppia, o da un fratello o amico degli sposi;
  • Il posto accanto al guidatore dovrà rimanere vuoto;
  • Per l’ingresso della sposa nell’auto, dovrà essere l’autista ad aprirle lo sportello. Il padre salirà quindi dopo la sposa;
  • La sposa verrà fatta scendere dall’auto direttamente sul sagrato della chiesa o il più vicino possibile all’ingresso del comune;
  • Arrivati sul luogo della cerimonia, l’autista aprirà lo sportello al padre che a sua volta aprirà la portiera alla sposa e l’aiuterà a scendere porgendole il braccio destro.
  • Se lo stile del matrimonio e degli abiti è molto elegante e prestigioso e le strade da percorrere lo permettono, la scelta dell’auto del matrimonio può vertere su un’automobile da vera diva: una Limousine americana.

Ci sono dei piccoli accorgimenti da seguire per evitare che durante la cerimonia si creino momenti di distrazione o fastidiose interruzioni.

La musica dovrebbe essere consona al periodo liturgico, alla natura del rito e alle sue singole parti.
È opportuno che il cantante solista non si esibisca durante la cerimonia nuziale, ma solo al termine, e che l’organista non suoni durante la preghiera eucaristica.

L’addobbo con i fiori deve essere sobrio. I fiori sono lasciati in Chiesa alla fine della cerimonia come offerta.

Il riso, infine, va lanciato solo fuori dalla Chiesa, sempre che il parroco sia d’accordo.

Blogger, Wedding Planner e Mamma

3 Comments

  1. carlo

    8 aprile 2011 at 15:35

    il padre della sposa deve fare la comunione oppure può non farla?

    • leregoledelbonton

      28 agosto 2015 at 14:42

      Gentile Carlo,
      i parenti più stretti ed i testimoni dovrebbero partecipare appieno alla cerimonia, anche nel suo aspetto religioso; ma essendo la religione un aspetto estremamente privato nessun aspetto formale può obbligare in una scelta così privata, a mio parere.
      Spero di esserle stata utile.
      Buona giornata

  2. Pingback: Musica Matrimonio, come scegliere la giusta colonna sonora delle nozze - Le Regole di V

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