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Le regole del Matrimonio

Abito da sposa: come scegliere modelli e tessuti

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Nella scelta dell’abito da sposa è bene conoscere i diversi modelli esistenti per avere più chiare le idee e poter decidere quale si adatta meglio al proprio fisico e al tipo di cerimonia che si intende tenere.

Abito da sposa: i principali modelli

  • BUSTIER: Corsetto avvitato, spesso steccato e accompagnato da una gonna ampia, stile ‘700. In voga tra Cinquecento e Ottocento, è stato rilanciato prima da Dior, poi da Jean Paul Gaultier e Dolce & Gabbana.
  • IMPERO: è un classico della moda sposa. Con vita alta, piccole maniche e gonne leggermente arricciate o svasate, starà bene a chi non ha spalle e seno forti.
  • A PALLONCINO: così si chiamavano nei tardi anni Cinquanta gli abiti con le gonne arricciate, dall’orlo rigonfio e rimborsato o stretto da una fascia. Molto chic, ricordano la Haute Couture di allora.
  • REDINGOTE: è un abito con gonna a teli e vita stretta, ma senza taglio. La linea è moderna, semplice e solenne.
  • SCIVOLATO: modello realizzato con tessuti di mano morbida, come la crêpe o la georgette, che si appoggia al corpo, ma non ne segna troppo i contorni.
  • SIRENA: forma molto sexy e attuale, che sottolinea i fianchi, si allarga verso l’orlo e spesso termina con un piccolo strascico.
  • SOTTOVESTE: l’abito a sottoveste ha un ampio décolleté e spalline sottili. E’ per lo più realizzato con tessuti impalpabili,
    ed è completato da stole o da lievi giacchini.
  • TUBINO: modello che segue le linee del corpo, senza stringerle esageratamente, e piace a chi ama un’eleganza semplice e classica.

Abito da sposa: un tessuto per ogni modello

Per ogni modello di abito da sposa poi ci sono tessuti che hanno una consistenza preferibile altri che proprio non sono adatti. Ascolta il consiglio di chi ha esperienza in materia e cerca di valutarlo con giudizio.
Per gli abiti impero o per le linee fluide gli stilisti impiegano per lo più la georgette, il pizzo o strati sovrapposti di tulle, pizzo leggerissimo e chiffon.
Per le redingote, invece, il tessuto più usato dai designer é il mikado di seta, che, con la sua mano rigida e corposa, si adatta bene alle lunghe cuciture che caratterizzano questo tipo di taglio.
Gli abiti ampi con gonne a corolla saranno invece per lo più realizzati in taffetas, organza o gazar, materiali che uniscono la leggerezza a una certa rigidità. Nel caso siano fatti con materiali meno rigidi, dovranno ricorrere ad armature o sottogonne che li sostengano.
Se la linea è a sirena, i tessuti per lo più saranno di mano morbida, come il cady o la crêpe, oppure leggeri e duttili, come la georgette, lo chiffon, lo chantilly.
E, se l’abito è stretto? Probabilmente sarà in cady o ancora una volta in pizzo, magari macramé, che é piuttosto sostenuto.
In sostanza tessuto e abito da sposa devono valorizzarsi a vicenda per dare il massimo splendore al vestito e a chi lo indossa.

Abito da sposa: il dizionario per la scelta

Ecco, infine, un glossario dei principali termini da conoscere per la scelta dell’abito da sposa.

  • A-JOUR: ricamo che si caratterizza come traforato
  • BATISTA: tessuto in lino o cotone fine e trasparente
  • BISSO: tessuto composto da filamenti segosi e lucenti, in lino o cotone, molto fine e prezioso
  • BOLERO: dal tradizionale costume spagnolo, indica una giacca corta, generalmente sopra la vita
  • BROCCATO: tessuto pesante in seta, lavorato a motivi floreali in rilievo, talvolta con fili d’oro e d’argento
  • CADY: tipo di crespo a sottile lavorazione in seta o lana
  • CANETTE: tessuto con coste sottili che corrono in senso verticale; principalmente usato come nastro di finitura
  • CAPPA: mantello a ruota senza collo
  • CHANTILLY: pregiato pizzo in seta con lavorazione a tombolo, realizzato nell’omonima cittadina francese
  • CHIFFON: tessuto a velo trasparente in seta, realizzato con filati molto ritorti
  • CHIMONO: dal tradizionale abito giapponese, dicesi di maniche senza cucitura, che formano un tutt’uno con l’abito
  • CLOQUE: tessuto con piccoli motivi ornamentali a rilievo che gli conferiscono un aspetto corrugato a piccole gobbe
  • CREPE (CRESPO): tessuto in seta, lana o cotone, di vario peso, fabbricato con filati fortemente ritorti che gli danno un aspetto ondulato e granuloso. Può essere di vari tipi: crepe satin, de Chine, in raso, georgette, marocain (pesante crespo caratterizzato da una grossa trama che presenta costine trasversali)
  • CREPON: tipo di crespo dalla superficie mossa e rugosa
  • DEGRADE: effetto sfumato del colore o del disegno
  • DEVORE: tecnica che svuota e corrode il tessuto per ottenere effetti di trasparenza
  • DUCHESSE: tessuto in raso liscio e pesante, in seta o cotone, di aspetto lucente
  • FAILLE: tessuto in seta o cotone, a grana grossa e con piccole coste
  • FIANDRA: tessuto in lino con disegni geometrici o floreali realizzato su telai jacquard
  • GARZA: tessuto a velo in cotone o seta leggero, ma fitto
  • GAZAR: tessuto rigido in seta, con caratteristiche di robustezza e trasparenza
  • GEORGETTE: tessuto in seta, appartenente ai crespi, leggero e trasparente, ha aspetto fluido e cascante
  • GOFFRATO: tessuto a rilievi ornamentali ottenuto attraverso particolari tecniche di compressione
  • GUEPIERE: indumento intimo di corsetteria, in tessuto pregiato o pizzo, con o senza stecche, ma comunque rigido, per dare forma alla vita
  • IMPRIME: termine francese che indica tutti i tessuti stampati
  • JACQUARD: tessuto operato realizzato con telaio munito di meccanismo jacquard
  • LAME: indica un tessuto o un filato generalmente in seta in cui fili metallici, dorati, argentati e lurex formano un motivo ornamentale
  • LONGUETTE: abito o gonna dalla linea dritta o svasata, che termina sotto il ginocchio
  • MACRAME: pizzo pesante eseguito a mano formato da una serie di nodi e intrecci che compongono sia il motivo che il fondo
  • MARABU: tipico uccello africano dalle piume morbidissime, con cui si decorano cappe, mantelli, maniche e scollature
  • MATELASSE: tessuto a motivi in rilievo ottenuti anche tramite trapuntatura, talvolta doppio e imbottito
  • MIKADO: raso in seta pesante, di origine giapponese, ha mano consistente e rigida
  • MOIRE: effetto cangiante di striature con riflessi ondulati irregolari
  • NACRE: si dice di tessuto reso madreperlato e iridescente attraverso effetti cangianti molto delicati
  • NIDO D’APE: tessuto principalmente in cotone dalla superficie in rilievo a motivi quadrangolari ed esagonali
  • ORGANZA: tessuto principalmente in seta, leggero e trasparente, prodotto con fili finissimi, ha aspetto leggermente rigido e madreperlato
  • ORGANZINO: tessuto sottile principalmente in seta realizzato con le migliori fibre continue ritorte
  • PAILLETTE: sottili dischetti laminati, vetrosi, madreperlati, luminosi da applicare su tessuto come motivo ornamentale
  • PELLE D’UOVO: mussolina finissima in cotone o lino, simile a pellicina d’uovo per colore e sottigliezza, usata generalmente per biancheria intima femminile
  • PLUMETIS: ricamo a rilievo soprattutto a piccoli puntini su basi in mussola o voile
  • POINT D’ESPRIT: tulle ricamato a puntini
  • PRINCESSE: abito intero o tagliato in vita, dalla linea aderente
  • RAMAGE: motivo ornamentale a imitazione di rami, fiori e foglie, ottenuti con ricami o con tecnica jacquard
  • RASO: tessuto principalmente in cotone o seta che presenta una superficie lucida e brillante
  • REDINGOTE: abito con corpetto aderente e vita segnata, con abbottonatura in genere fino all’orlo
  • ROBE-MANTEAU: abito simile a un cappotto, abbottonato sul davanti, che si indossa senza giacca né soprabito
  • SANGALLO: tessuto in pizzo traforato in cotone o lino, realizzato originariamente nell’omonima cittadina svizzera
  • SETA: fibra tessile naturale, prodotta dal baco, con caratteristiche di elasticità, leggerezza, lucentezza
  • SETTECENTO: abito con corpetto aderente, molto scollato, e gonna ampia, anche a più strati
  • SHANTUNG: tessuto principalmente in seta, con fiammature irregolari in superficie; di aspetto luminoso e lucente, ha origine cinese
  • SIRENA: abito o gonna dalla linea fasciante leggermente svasata sul fondo e con orlo che si apre a strascico
  • SOTTOVESTE (linea): dicesi di abito aderente, leggermente svasato sul fondo, sorretto da due sottili bretelle
  • STILE (o taglio) IMPERO: abito dal taglio sopra il punto vita, appena sotto il seno
  • STOLA: taglio di tessuto dalla forma rettangolare utilizzato per coprire le spalle
  • SVASATO: abito o gonna dalla linea ampia sul fondo
  • TAFFETTA’: tessuto liscio in seta a struttura molto serrata, quasi rigida; può essere operato o stampato
  • TRAPEZIO: abito con spalle strette, vita inesistente e gonna gradatamente svasata
  • TUBINO: abito o gonna dalla linea semplice e dritta
  • TULLE: tessuto a rete principalmente in seta, finissimo, leggero, velato, caratterizzato da piccoli fori esagonali
  • VALENCIENNES: tipo di pizzo o merletto, omonimo della città francese da cui proviene, principalmente in lino, lavorato a tombolo, di aspetto leggero e velato
  • VELLUTO: tessuto in cotone o seta formato da un fondo e da fili supplementari che vengono tagliati a formare un corto pelo in superficie. Può essere di vari tipi: liscio, a coste, stampato, dévoré, jacquard, ricamato, froissé (stropicciato) o cangiante
  • VELO: tessuto leggerissimo, fine e trasparente, realizzato in fibre naturali e artificiali
  • VOILE: tessuto in seta, cotone e lana, trasparente e leggero, di mano impalpabile.

Blogger, Wedding Planner e Mamma

1 Comment

  1. Monica

    3 settembre 2010 at 15:52

    Grazie per tutte queste informazioni!!!
    Tanti Saluti!!!

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